Monte Coscerno (Video)

| sabato 19 dicembre 2009

Monte Coscerno (Sant'Anatolia di Narco)

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Tipo di escursione:
Trekking

Difficoltà: Bassa

Durata (Andata e ritorno): Noi ci abbiamo messo poco più di 4 ore (Circa), meno di 2 ore per l'andata e quasi 1 ora per il ritorno. Il resto del tempo l'abbiamo perso giocando con la neve !

Come raggiungere il punto di partenza: Raggiunta la località Sant'Anatolia di Narco proseguire sempre sulla stessa strada, si incontano nell'ordine la frazione chiamata Caso e la frazione chiamata Gavelli. Appena usciti da Gavelli fare attenzione al lato sinistro della strada. L'imbocco del sentiero è ben visibile: c'è uno spiazzo proprio davanti ad un fontanile che si trova sul lato sinistro della strada nel mezzo di una curva a destra. (Se vi può aiutare ad identificare il luogo, sulla sinistra del fontanile c'è una specie di "bunker") Comunque se una volta usciti da Gavelli prestate attenzione al lato sinistro della strada non dovreste avere grosse difficoltà a trovare l'imbocco anche perchè ci sono dei cartelli del CAI che anche se piccoli si distinguono abbastanza bene.


Descrizione del percorso: Il percorso è molto semplice da seguire. Lasciata la macchina si prosegue seguendo il cartello del CAI. Dopo poco (circa 5/10 min.) si arriva ad un bivio. Prendete la direzione di sinistra e proseguite sempre dritti, il sentiero prima passa all'interno di una piccola macchia e poi vi porterà a costeggiare un filo spinato. Proseguendo avete due alternative. La prima è seguire il sentiero costeggiando il filo spinato, la seconda è cercare il cartello che segnale il sentiero 14 (è una piastrina a forma di rombo grande quanto la carta di identità a sfondo giallo con su scritto "14") su uno dei pali del filo spinato (dopo quasi 30 min dalla partenza). Noi abbiamo deciso di seguire la prima alternativa. Costeggiando il filo spinato ad un certo punto il sentiero porta a svoltare a sinistra. Da qui in poi non servono indicazioni: si deve andare sempre dritti finche non si arriva a destinazione. Il punto di arrivo è ben visibile dato che ci sono tre o quattro prefabricati (una stazione meteo e diversi ponti radio). Per tornare alla macchina si rifà la strada fatta all'andata

La nostra esperienza: La mattina che abbiamo deciso di affrontare questa camminata non eravamo proprio in grandissima forma, perciò, anche se abbiamo tenuto un ritmo discreto, durante l'ascesa ci siamo fermati diverse volte sia per riprendere fiato sia per giocare con la neve che qua e là ricopriva il Coscerno. Arrivati in cima abbiamo pranzato molto frettolosamente: stando fermi il freddo ci stava entrando nelle ossa. La discesa è stata molto rapida: poche soste, e passo sostenuto per scaldarci un pò dopo il freddo sofferto all'ora di pranzo.


Se non so paci non lo volemo!

| giovedì 3 dicembre 2009



Pizzo Berro - Foto

| sabato 14 novembre 2009


(Sorgenti di panico)



(Io e Simone e il gruppo del monte Bove Nord)


(Le persone che abbiamo incontrato in mezzo alla nube !)



(Veduta del centro della valle dove passa il sentiero e della "collinetta" da seguire per arrivare in cima !)



(Crinale del Pizzo Berro)



(La Famosa Catenella a 20 metri dalla cima)



(Simone)

Pizzo Berro (Monti sibillini)

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Tipo di escursione
: Trekking

Difficoltà: Medio alta

Dislivello affrontato: 1010m

Durata (Andata e ritorno): Noi ci abbiamo messo poco più di 6 ore (Circa), meno di 3.30 ore per l'andata e quasi 2.45 ore per il ritorno. Come raggiungere il punto di partenza: La partenza è semplice da raggiungere: arrivati a Ussita si prosegue per la località "Casali di Ussita" e arrivati alla chiesa del paese la strada prosegue e diventa strada bianca. Il sentiero inizia lì.

Descrizione del percorso: Una premessa è d'obbligo: prima di avventurarvi su questo sentiero sia che lo percorriate d'estate, sia che lo percorriate di inverno è necessario avere una guida o una cartina valida perchè il sentiero è mal segnalato. Lasciata la macchina al centro del paese di Casali di Ussita si prosegue sulla strada bianca, quando la strada inizia a fare delle curve a destra e sinistra si taglia verso destra e si imbocca il sentiero (Se proseguite sulla strada bianca arrivate ad una fonte e poco distante e da lì potete proseguire in direzione pizzo berro... allungate di 20 min). nella prima fase il sentiero si segue abbastanza bene. Sulla sinistra si vede il rifugio del Fargno Pizzo Berro, sulla destra si vede il Bove nord, la forcella di val bove e tutto il crinale che collega il bove nord al bove sud.



Proseguendo al centro della valle si arriva ad un bivio: a sinistra si va verso il rifugio del Fragno (E' la strada che percorrerete al ritorno) . Si deve proseguire dritti anche se il sentiero è indicato veramente male. Dopo quasi 20 minuti si scorge sulla destra, su una piccola collinetta al centro della valle, un sentiero che la taglia e sale sul suo crinale: quello è il vostro percorso ! seguitelo e arriverete sulla cima della collinetta cui accennavo. Proseguendo sempre dritti sulla collina si arriva ad una forca: a sinistra c'è il monte bove sud e si possono vedere benissimo gli impianti di risalita di Frontignano, a destra c'è pizzo berro: non lasciatevi spaventare e incamminatevi verso sinistra. (La salita è molto ripida... evitate di procedere in linea retta!).
Arrivati all'inizio della parete rocciosa si vede molto bene una catenella metallica. Usatela per aiutarvi nella salita verso la cima. Coraggio: Mancano solo 20 metri !
Arrivati in cima la discesa è decisamente più semplice.
Proseguite lungo il crinale in direzione del Rifugio Fragno, prendete la prima svolta che trovate a sinistra e vi immettete nuovamente nella valle centrale da cui siete venuti.

La nostra esperienza: Divertimento assicurato: l'ascesa è stata dura, durissima. Arrivati sulla Forca della cervara (poco prima della fine dell'itinerario) abbiamo pranzato con un panino: il vento era fortissimo e la temperatura decisamente più bassa di quella alla quale ci aveva abituato il sentiero fin lì. Durante il pranzo una nuvola è scesa sulla cima del pizzo perciò ci siamo diretti di corsa verso la cima per paura di non trovare il sentiero di ritorno in mezzo a quella fitta nebbia. Arrivati davanti alla catenella solo 20 metri ci separavano dalla cima, ma con tutto quel vento quei venti metri sono stati veramente una scocciatura !

Il ritorno è stato molto rilassante, ci siamo anche concessi una bevuta alle sorgenti di panico (Le fonti che si vedono all'andata sul lato destro del sentiero).


Affanno

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Ultimamente siamo un pò in affanno: l'estate è finita da un pezzo e tutti sono tornati alla vita frenetica della città.

Coordinare sei/sette persone diventa un impresa quando chi per un motivo, chi per un altro è sempre impegnato, così gli spazi liberi da condividere si sono ridotti.
E' grasso che cola se una volta a settimana riusciamo ad organizzarci per andare o a Ferentillo o in Val Serra a fare un pò di esercizio fisico.

La prossima settimana ci stiamo organizzando per andare un paio di ore a Ferentillo.
Chiunque fosse interessato mi invii un messaggio su facebook (Emanuele Casali).

| domenica 25 ottobre 2009

Da rocca San Zenone a Battiferro

| giovedì 17 settembre 2009

Tipo di escursione: Trekking

Difficoltà: Bassa

Durata (Andata e ritorno): Noi ci abbiamo messo poco meno di 3 ore (Circa), meno di 2 ore per l'andata e quasi 1 ora per il ritorno. I cartelli del CAI segnalavano 2,5 ore per l'andata e 2 per il ritorno.

Come raggiungere il punto di partenza: La partenza è ben segnalata e visibile. Se siete in macchina, una volta arrivati alla piazza di Rocca San Zenone, trovate 5 o sei parcheggi al centro della piazzetta che di solito sono liberi. Lasciate la macchina qui perchè più avanti è difficile trovare posto (L'imbocco è vicino a una fontana in cui c'è sempre fermo qualcuno).
Proseguite per 50 metri sulla trada asfaltata e sulla destra trovate una fontanella. Affianco alla fontanella c'è l'indicazione per Battiferro (Il sentiero da seguire èmil 5A).



Descrizione del percorso: Lasciata la strada asfaltata si prosegue per pochi metri su una astrada bianca, dopo di che si svolta a destra in un sentiero più stretto che porta verso il torrente. Quindi, una volta attraversato il torrente, si prosegue sempre dritti sul sentiero. La strada è tutta in salita e in aulcuni tratti fa delle deviazioni di qualche metro dal percorso originario a causa di alcuni piccoli smottamenti.
Finito il sentiero si sbuca su una strada bianca. La salita dura è finita.
Dalla fine della salita pesante a battiferro la strada è strrada bianca che non presenta particolari difficoltà.

La nostra esperienza: Il livello di umidità all'interno del sottobosco era molto elevato a causa delle piogge degli ultimi giorni. L'umidità mista al caldo ci hanno dato non pochiproblemi nella fase di salita. Come se non bastasse si è passati da un estremo all'opposto. Quasi all'arrivo a Battiferro avevamo fatto appena in tempo a metterci i kway che ci ha sorpreso una forte grandinata. Eravamo in mezzo al sentiero e non c'era nessun posto in cui ripararci, perciò abbiamo deciso di proseguire fino al paese. Arrivati in paese sosta obbligata per aspettare che la pioggia diminuisse di intensità.
Quando la pioggia ha concesso qualche minuto di tregua, nonstante fossimo zuppi come pulcini, siamo ripartiti.
La discesa è stata rapida e l'unica difficoltà è stata l'acqua che scorreva in mezzo al sentiero.

Climbing

| mercoledì 5 agosto 2009



Bouldering - Soriano

| domenica 12 luglio 2009














E' iniziata da poco l'estate e io sono preso dagli esami della sessione estiva e Simone è ancora più impegnato di me, dato che lavora e allo stesso tempo ha anche lui gli esami della sessione estiva.
Di escursioni impegniative non riusciamo ad organizzarne, ma siamo stati a Soriano qualche volta, giusto per passare una mezza giornata.

Notizie Notizie NOTIZIE !

| giovedì 14 maggio 2009

Per sabato 16/05 abbiamo in programma di andare a vedere come si presentano i blocchi di viterbo.

Dovrebbe essere una escursione simpatica soprattutto perchè questi blocchi hanno dei percorsi di tutti i livelli di difficoltà, quindi anche bassi (5° e 6a) per far divertire dei neofiti del bouldering quali noi siamo !

La partenza dovrebbe essere prima di pranzo, ma comunque per ogni dettaglio:

http://www.facebook.com/event.php?eid=79465832761


Oppure:

emanuele.casali@gmail.com






Tutte le informazioni per la nostra "scampagnata" le abbiamo prese da questi due siti:



(Forse potrebbe interessarti anche questo : http://geterni.blogspot.com/2009/04/i-sassi-del-cimino.html )

Le gole del Serra - Parte seconda !

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(Se non lo hai fatto, potrebbe esserti utile leggre prima questo: http://geterni.blogspot.com/2009/03/le-gole-del-serra.html - Le gole del serra Prima parte -)

Tipo di escursione
: Via Ferrata

Difficoltà
: Bassa

Equipaggiamento: Set da ferrata , Roncio, Guanti, Scarponi da trekking, TORCIA!

Durata: 3 ore

Come Raggiungerla: Procedere fino a Rocca San Zenone (Terni), da qui proseguire sulla strada della val di Serra per quasi 2.5Km facendo attenzione ai cartelli sul lato destro della carregiata che indicano i vari imbocchi della ferrata. L’imbocco intermedio si individua facilmente: basta stare attenti al lato destro della carregiata. Un cartello indica l'ingresso.

Sentiero di Avvicinamento Per raggiungere la ferrata si deve percorrere il sentiero che è segnato in maniera molto chiara fino ad arrivare al letto del fiume, da qui in poi si segue il serra finchè sulla sinistra non si vede l'inizio della ferrata.





Via di fuga: La fine del percorso è segnalata con un cerchio bianco e rosso su un masso al centro del letto del fiume. Da lì in poi si segue il sentiero sulla destra del fiume e si arriva a Rocca San Zenone.

La nostra esperienza: Tutto il percorso è molto semplice e soprattutto divertente. Al centro della passeggiata ci sono un paio di passaggi simpatici: Un ponte tibetano e una teleferica. Purtroppo, quando ci siamo passati noi, la teleferica era bloccata e quindi per passare da un lato all'altro del fiume ci siamo bagnati un pò.


Superata la teleferica si passa dentro la macchia e si arriva a una specie di cunicolo nel quale il sentiero indica di calarsi. Il cunicolo è munito di scaletta, ma il fondo è scarsamente illuminato e una torcia ci avrebbe fatto comodo.
Da qui in poi è quasi tutto sentiero e si riusbuca alla fontana che sta immediatamente dopo Rocca San Zenone.




Links:

Next

| martedì 5 maggio 2009

Si. Siamo stati un pò impegnati, ma eccoci di nuovo qui.

Ecco i nostri programmi per il breve termine:

1) 09/05 Cercheremo di fare il secondo tratto della ferrata in Val Serra.

2)In data da destinarsi (sicuramente dopo che mi sarò procurato un crash pad), seconda uscita (un pò più tecnica della prima) a Soriano del Cimino per provare ad arrampicare sui sassi della faggeta.


Per ogni info o richiesta:
http://www.facebook.com/group.php?gid=54181428719






I Sassi del Cimino

| domenica 12 aprile 2009

Era un pò di tempo che questo blog non veniva aggiornato. Il motivo è semplice: abbiamo fatto un paio di uscite simili alle altre già descritte e non è stato necessario aggiungere informazioni aggiuntive rispetto a quelle già riportate.

Questo post non è un vero e proprio report di una uscita, ma la descrizione di una scampagnata sul monte cimino.

Ieri pomeriggio io e Simone volevamo arrampicare un pò, ma i problemi sono due: siamo dei neofiti e non abbiamo tutta l'attrezzatura, perciò ho pensato... perchè non proviamo a fare del bouldering ?
Si, ma dove ?
La risposta è venuta dal web: http://www.boulder.it/
Sul sito sono riportati una serie di relazioni su diversi parchi "bouldering". L'unica possibilità che c'è nella nostra zona è a 50 minuti di macchina da casa nostra: La faggeta del Monte Cimino.




Sul sito la guida che per un neofita è un pò sommaria e riporta una cartina della zona e dei sassi arrampicabili... noi siamo alle prime armi e soprattutto non ci siamo andati con una persona che conoscesse la zona, perciò "siamo andati a caso"... abbiamo preso di petto un paio di sassi che ci sembravano arrampicabili (avevano delle tracce di magnesite) e abbiamo fatto un pò di esercizio.

L'unica cosa che ci è mancata è stato un crash pad decente. Per ora ci siamo dovuti accontentare di un paio di isoleni.

Il parco è molto grande e attrezzato. L'unico dubbio che ci è venuto è sul fatto che si possa o meno arrampicare su quei sassi. Quà e là per il parco ci sono cartelli in cui si invita a non uscire dai sentieri segnati e a non calpestare a destra e sinistra il muschio...

AL DIAVOLO ! NOI CI SIAMO DIVERTITI !


L'Eremita (Cesi)

| mercoledì 25 marzo 2009

Tipo di escursione: Trekking

Difficoltà: Bassa

Durata: 3.5 ore (Circa)

Come raggiungere il punto di partenza (Vedi la foto seguente): Il punto di partenza dell'itinerario e' a Poggio Azzuano. Arrivando a Cesi da Terni, si prosegue in direzione San Gemini sempre dritti sulla strada principale, arrivati al cartello che indica Poggio Azzuano si prosegue dritti e su una curva a gomito a destra c'è un gruppo di case con una strada larga un paio di metri che ci passa in mezzo. Quello è l'imbocco del sentiero.


Descrizione percorso: Dalla partenza si percorrono una cinquantina di metri sulla strada asfaltata, dopo di che si interrompe e si deve mantenere la sinistra e si inizia a costeggiare una rete di cinta. Proseguendo si arriva all'Eremita. Proprio davanti alleremita si va sulla destra seguendo le indicazioni MT (Martani Tekking). Queste indicazioni sono chiare all'inizio, ma poi si perdono.
L'unico metodo per ritrovare il sentiero è proseguire verso l'alto in mezzo al bosco per quasi 300 metri. Arrivati in cima si riprende il sentiero senza problemi.


Seguendo il sentiero si arriva a una strada bianca che è quella di Torre Maggiore. Seguendo la strada bianca in discesa si arriva a Sant'Erasmo e poi da qui si può scendere a Cesi o seguendo la strada bianca oppure prendendo un sentiero che si imbocca immediatamente sotto la chiesa di Sant'Erasmo.
Arrivati a Cesi si ritorna al punto di partenza facendo un paio di chilometri di strada asfaltata.



News

| venerdì 13 marzo 2009

Programma per domenica prossima:

  • partenza con due macchine da Terni
  • Arrivo ai Prati di Stroncone. Parcheggiamo lì una macchina.
  • Con la seconda macchina andiamo a Miranda. Parcheggiamo lì la seconda macchina.
  • Partenza a piedi da Miranda entro le 9.30. Direzione Prati di Stroncone.
  • Arrivo ai prati di Stroncone e Grigliata per pranzo.

Per ora siamo solamente io e Simone, se qualcuno volesse aggiungersi mi mandi una mail (emanuele.casali@gmail.com).




# It's A Long Way To The Top If you wanna rock'n'roll #

Dalla Croce a Sant'Erasmo

| martedì 10 marzo 2009

Tipo di escursione: Trekking

Difficoltà: Medio-Alta (Nel verso di percorrenza che abbiamo seguito noi il percorso è stato veramente impegnativo, penso che seguendo il verso di percorrenza opposto l'impegno richiesti sia notevolmente inferiore)

Durata: 8 ore e 30 minuti (Circa)

Come raggiungere il punto di partenza: Il punto di partenza della nostra passeggiata è stato la fondatana della mandorla (Punto (A) sulla figura seguente). Raggiungerla è semplice: si va in direzione della rotonda delle 5 strade e , arrivando da Terni, alla rotonda si va sempre dritti. Proseguendo per un pò sulla strada principale si arriva alla fontana. E' difficile sbagliarsi anche perchè sia la fontana che l'imbocco del sentiero sono ben segnalati.


Descrizione percorso (Vedi figura precedente): Una premessa è d'obbligo: solitamente questo sentiero viene percorso nel senso opposto a quello che abbiamo scelto noi.
Siamo partiti dalla fontana della mandorla e da qui siamo arrivati in un ora secca alla Croce (B). Fin qui il sentiero è battuto e ben segnalato.
Dalla Croce siamo ripartiti seguendo il sentiero. All'inizio non abbiamo fatto fatica a seguirlo, ma dopo 500 metri abbiamo perso le tracce. Secondo me il motivo è semplice: il verso di percorrenza scelto da noi e' stato l'esatto opposto di quello previsto e la segnaletica è piazzata per essere vista secondo il senso di percorrenza previsto... (Mi sono espresso in maniera ingarbugliata, ma il concetto e' semplice: "Noi andavamo in un verso e la segnaletica del sentiero era stata pensata per essere vista dal verso opposto").
Perse definitivamente le tracce del sentiero abbiamo deciso di salire in cima alla cresta più vicina e siamo andati avanti cresta-cresta, finche non abbiamo riagganciato il sentiero. Proseguendo per il sentiero probabilmente avremmo raggiunto Sant'Erasmo, ma avevamo già perso abbastanza tempo con il fatto che non eravamo riusciti a seguire il sentiero e la fame incominciava a farsi sentire, quindi abbiamo deciso di accorciare.
Tagliando siamo arrivati una cresta, da lì abbiamo visto Sant'Erasmo e il sentiero per arrivarci.
Nello scendere non ci siamo inventati scorciatoie strane, anche perchè le nostre gambe erano stremate dai continui tratti "fuori sentiero", e abbiamo seguito il sentiero che ci ha portato al Germinal Cimarelli (C) e poi a Sant'Erasmo (D).
Da Sant'Erasmo a Cesi (E) e' stata una volata: Abbiamo preso una scorciatoia che si imbocca proprio sotto la chiesa di Sant'Erasmo.

(Altre foto: http://www.facebook.com/album.php?aid=2019543&id=1167484547&l=04aef)

Dalla Croce a Sant'Erasmo - Foto

| lunedì 9 marzo 2009

Le Gole del Serra

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Tipo di escursione: Via Ferrata

Difficoltà: Media

Equipaggiamento: Set da ferrata (Imbrago+2 longe + Casco), Roncio, Guanti, Scarponi da trekking.

Durata: 3 ore

Come Raggiungerla: Procedere fino a Rocca San Zenone (Terni), da qui proseguire sulla strada della val di Serra per quasi 2.5Km facendo attenzione ai cartelli sul lato destro della carregiata che indicano i vari imbocchi della ferrata. L’imbocco di monte è facile da individuare: dopo un paio di Km da Rocca San Zenone c’è una curva di quasi 90gradi a sinistra e sulla curva c’è una piazzola, l’imbocco è sulla prima strada sterrata a destra che c’è dopo questa piazzola (100/200m).



Sentiero di Avvicinamento (Vedi l’immagine successiva): Dopo aver lasciat lasciato la macchina nel punto (A) si prosegue a piedi lungo la strada sterrata fino al ponte sopra la ferrovia (B); arrivati qui è necessario scendere sotto la ferrovia e raggiungere il letto del Serra. Per raggiungere la ferrata si deve percorrere il letto del fiume per una trentina di minuti (Un paio di guanti e un roncio possono essere utili per aprirsi la strada fra i rovi). Il primo tratto di ferrata è ben visibile su una piccola parete rocciosa sulla sinistra.



Via di fuga: La fine della ferrata è be segnalata con una bomboletta BLU. Seguendo i segni sulle piante si riesce a raggiungere facilmente la strada asfaltata per tornare al punto di partenza.

La nostra esperienza: “Non esiste il buono e il cattivo tempo, ma solo il buono e il cattivo equipaggiamento”. Io e Simone siamo partiti alle otto e mezza dall’imbocco e non pensavamo che il sentiero di avvicinamento fosse così lungo, ma soprattutto che fosse così pieno di rovi, così non ci siamo portati nemmeno un roncio…. che francamente ci avrebbe evitato molta fatica. Il sentiero di avvicinamento è un pò noioso e antipatico, ma una volta che arrivati all’inizio della ferrata ci siamo dimenticati tutta la fatica fatta per arrivarci e ci siamo messi l’imbrago e il casco e VIA !



All’inizio il percorso è molto semplice e longe sono praticamente inutili. Arrivati alla prima galleria le longe comincianciano a far comodo, dopo di che alla seconda galleria sono molto utili in un paio di passaggi.



Passata la seconda galleria abbiamo incominciato a prendere la mano con il tracciato e siamo andati più spediti. I tratti in galleria sono semplici, fatta eccezione per la seconda, mentre i tratti sulla roccia sono un pò più complicati per via del muschio e dell’umidità.



Il percorso è stato piacevole e sono stato contento di apprezzare la cura con cui è mantenuta questa ferrata e la precisione delle indicazioni della via di fuga.

(Altre foto: http://www.facebook.com/album.php?aid=2018941&id=1167484547&l=c062f)